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Obama, SHBA tė rrisin besimin

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7/2/2009 12:01:43 PM

L’Albania lo vuole

Pensate cosa puņ succedere quando si dovranno votare riforme importanti o opere ritenute necessarie per l’ammodernamento del Paese.


Un risultato pari. Un risultato nullo. Si ricomincia da zero. Il panorama che sta per presentarsi all’Albania č problematico e difficile. Le elezioni hanno di fatto decretato che il Paese č perfettamente diviso a metą e nel sistema democratico non c’č peggior risultato di un risultato pari. Chiunque vinca non si puņ ritenere vincitore poiché nelle decisioni che prenderą non rappresenterą mai l’altra metą della popolazione e non puņ di certo dire che “…č la maggioranza che lo vuole”. Sarą in ogni caso un Paese bloccato.

Pensate cosa puņ succedere quando si dovranno votare riforme importanti o opere ritenute necessarie per l’ammodernamento del Paese. L’Albania oggi č un Paese “ingessato” nella sua democrazia. Quale potrebbe essere la via d’uscita in una simile situazione?

Prima di proporre una risposta ad un quesito delicato ed importante come questo vorrei essere supportato da qualche esempio internazionale. Un Paese a caso l’Italia. Tutti si ricorderanno il Governo Prodi di qualche anno fa. Politicamente era praticamente l’Albania di oggi. Un Paese che funzionava (fatte le dovute proporzioni) con il voto favorevole o no di un senatore a vita. Nel sistema italiano, fanno parte del Senato personalitą che si sono distinte per la loro opera meritoria a livello Istituzionale, illustrando la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

Ebbene la maggioranza del Governo Prodi stava in piedi grazie a questi Senatori. Ogni votazione era una tragedia, poiché l’assenza di uno o di un altro, per i motivi pił disparati determinava la votazione di una legge o la sua bocciatura. Fino a quando un “franco tiratore “ dopo due anni, votando controcorrente ne decretņ la fine. L’Italia era un Paese ostaggio di una maggioranza che di fatto non lo era. E la sua fine fu ineluttabile.

Oggi l’Albania dovrebbe trarre insegnamento da questo esempio. I duellanti dovrebbero ergersi al di sopra dei loro partiti e dei legittimi interessi politici che rappresentano , per incontrarsi a metą strada: formare un Governo di “coalizione istituzionale”.

Un Governo capace di fare le riforme necessarie e di mandare avanti i progetti nazionali pił importanti, stabilendo fin d’ora, di comune accordo, programmi , obiettivi e la data delle prossime elezioni. Per il bene della Nazione. Rama e Berisha, possono cosģ dimostrare al mondo intero che possono prendere decisioni importanti per il proprio Paese. Possono cosģ dimostrare che sono degli “statisti”e che il futuro del Paese va oltre gli interessi dei partiti. Certo che non sarą facile convincere i propri uomini ma : “L’Albania lo vuole”.

Un garante istituzionale su tutti, per il rispetto delle regole: il Presidente della Repubblica. Altre strade possono essere solo soluzioni approssimative e temporanee, che comunque potrebbe indirizzare il Paese in quel declino internazionale (di cui soffrono gią i Paesi occidentali, per la nota crisi internazionale) che fino ad adesso in qualche modo č stato evitato. Le liti, le non scelte, i ritardi nazionali ed internazionali nel processo di avvicinamento all’Europa, potrebbero essere fatali per l’economia della Nazione. E sempre di pił si allontanerebbe “Il sogno chiamato Europa”. //HermesNews - ©2009//

L. Palavj

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