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9/15/2010 9:44:40 AM
"Ambasciatore totalmente incapace"
In un'intervista ad Hermesnews, il Vice Ambasciatore albanese in Italia Zef Bushati, rende pubblici gli ostacoli che ha dovuto incontrare durante il suo mandato diplomatico. 'I miei disaccordi con l'Ambascatore albanese a Roma non erano di carattere amministrativo. Sono stato ostacolato sistematicamente nel mio lavoro’.
Paolo PICCI
15 Settembre 2010
paolopicci@yahoo.com
la versione in lingua albanese
Sig. Bushati è vero che lascerete l’incarico di Vice Ambasciatore dell’Albania in Italia?
Si è vero. Lascerò l’incarico con molto dispiacere per come è stato “ricompensato” il risultato del mio lavoro intenso che ho svolto durante questi 15 mesi in questo incarico di numero due del servizio diplomatico nell’ Ambasciata del nostro paese in Italia. Quando mi è stato proposto questo incarico ero a Tirana come vice-ministro dell’integrazione europea. Sono arrivato a Roma per ricoprire con molta passione un incarico che ho valutato come molto importante per gli sviluppi economici dell’Albania. Nella nostra Ambasciata in Italia, mi sono occupato, in questo periodo, delle relazioni economiche e commerciali tra Albania e Italia. Nel mio lavoro diplomatico ho posto le fondamenta, molto professionalmente, dello spirito di collaborazione, ho raccolto la lista di 35 mila piccole e medie aziende albanesi in Italia, ho cominciato la costruzione di una reale collaborazione con la comunità albanese e gli arberesh (l’antica comunità albanese in Italia, risalente al XV secolo, ndr), ho sviluppato incontri diretti con alti dirigenti del Governo Berlusconi, parlamentare italiani ed europarlamentari. Mi sono incontrato con alti rappresentanti del business italiano, delle Camere di Commercio, iniziando un lavoro rivolto ad aumentare il trasferimento di capitali degli imprenditori albanesi in Italia verso il nostro paese. Ho avviato un impegno per l’organizzazione del gemellaggio tra le Camere di Commercio dell’Italia e dell’Albania. Ho anche cominciato il lavoro per un secondo operatore italiano di distribuzione dell’energia elettrica in Albania e molto altro.
Quindi voi dite che avete avuto successo nello svolgimento del vostro dovere. Allora perche andate via?
Credo che il mio lavoro stesse procedendo benissimo. Sono venuto a svolgere questo incarico con l’esperienza nel campo della diplomazia guadagnata durante il periodo del mio incarico come Ambasciatore dell’Albania in Vaticano. Ma devo ammettere che durante questi 15 mesi ho lavorato in condizioni molto difficili, sono stato ostacolato sistematicamente durante il mio lavoro da un ambasciatore secondo me totalmente incapace e con molti problemi, di cui si parla molto non solo negli ambienti albanesi in Italia. Un ambasciatore che non ha lasciato tracce positive nel suo lavoro, ma che si è goduto l’Italia. Tutti i giorni in cui l’ambasciatore era assente lo staff ha svolto con molta serietà il suo lavoro. Sono parole che noi abbiamo già detto anche al Ministro dei Esteri Ilir Meta (appena diventato Ministro dell’Economia e dell’Energia, sostituito nel ruolo di Ministro degli Esteri da Edmond Haxhinasto, ndr).
Allora quali sono le ragioni?
Sembra che il mio lavoro a qualcuno non andasse giù. Naturalmente qualcuno a cui non interessa il rafforzamento delle relazione tra Italia ed Albania. La mia decisione di dimettermi è stata obbligata per molte ragioni, che ho deciso di rendere pubbliche nel momento e nel posto giusto. Non sono ragioni semplici, e non hanno a che fare con “disaccordi di carattere amministrativo con l’Ambasciatore”, come invece stanno cercando di far capire agli altri alcuni esponenti dell’Alto Ministero degli Esteri. L’ambasciatore Llesh Kola ha gia esaurito il suo mandato dal 13 Luglio 2010 ed attende di lasciare l’incarico, mentre io ho solo da un anno questo incarico, quindi non c’era nessuna ragione per cui il ministro Ilir Meta mi mandasse via e lasciasse Llesh Kola. Le dichiarazioni che stanno cercando di diffondere alti funzionari del MPJ-se, (Ministero degli Esteri) sono solo tentativi di nascondere le vere ragioni che sono di carattere politico e diplomatico. Parlo delle relazioni diplomatiche non sono in corso con l’Italia, ma anche con USA e UE. Posso dirvi che ho 21 anni di esperienza in politica e diplomazia e non posso essere d’accordo quando vedo che tali azioni secondo me vanno contro il futuro del nostro paese, specialmente l’integrazione euro-atlantica.
Cosa farete dopo il vostro ritorno in Albania?
Ritornerò ad occuparmi di politica. Ritornerò nel partito Democristiano, un partito che ho diretto per tanti anni e dove mi sento molto bene. Ho incontrato il leader Sig. Ndoka ed abbiamo parlato a lungo. Condividiamo le stesse preoccupazioni e siamo pronti per essere insieme con tutte le potenzialità per la rinascita di questo partito che è stato “penalizzato” al voto in un modo per niente democratico e con mezzi non onesti. Noi abbiamo 400 eletti nelle amministrazioni locali, un numero che da molte garanzie sul risultato eletterale. Non abbiamo sicurezza sulla regolarità del conteggio dei voti e per garantire un processo dove il voto non sia “ritoccato” uniremo le nostre forze con tutti i soggetti che vogliono la realizzazione di un processo elettorale libero e onesto. Lajmet e Hermesnews dhe në Facebook.


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